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    Eneide, ms. Bnf Latin 7939 A della
    Bibliothèque nationale de France di Parigi

    Treccani presenta la riproduzione in facsimile del manoscritto Bnf Latin 7939 A, custodito presso la Bibliothèque nationale de France di Parigi, contenente una raccolta delle opere di Virgilio, Eneide, Bucoliche, Georgiche, Appendix Vergiliana, Donatus auctus, con il commento di Servio. Il manoscritto, composto da 456 pagine e datato al 1458-1459, si configura come uno dei capolavori dell’arte libraria e della miniatura italiana e può ritenersi la guida ideale per un lettore attento tanto alla bellezza del manufatto artistico quanto alla profondità dispensata, foglio per foglio, dai suoi testi. Il copista – nonché committente – del codice, Leonardo Sanudo, colto patrizio veneziano attento alle sollecitazioni umanistiche ma ancora fortemente influenzato dalla tradizione scolastica di origine medievale, ha dotato i testi virgiliani di una folta serie di annotazioni e di postille tratte da Servio e da altri esegeti e lessicografi quattrocenteschi.  Inoltre, Sanudo ha preposto a tutte e tre le opere principali una serie di argumenta riassuntivi: utili strumenti che orientano il lettore nella spiegazione dei significati più reconditi dei delicati versi di Virgilio. Il copista-committente, come risulta da un’inequivocabile documentazione archivistica, mentre risiedeva a Ferrara, decise di affidare la decorazione del manoscritto ai due più dotati miniatori attivi presso la corte di Borso d’Este: Giorgio d’Alemagna e Guglielmo Giraldi.

    L’armonia delle forme iconografiche elaborate dai due miniatori, per un totale di oltre 80 illustrazioni, si sposa efficacemente con l’eleganza delle forme grafiche di Leonardo Sanudo, restituendo così ai lettori uno strepitoso, prezioso libro illustrato che rappresenta, come è stato scritto, «il primo Virgilio miniato in chiave narrativa che la civiltà europea abbia prodotto dopo l’Antichità» (Giordana Mariani Canova) e che si pone ai vertici della miniatura italiana ed europea. Le mirabili illustrazioni di Giorgio d’Alemagna e di Guglielmo Giraldi, fortemente ispirate ai modelli della più alta pittura ferrarese di Cosmè Tura, Francesco Cossa, Mantegna e innervate dalla lezione di Piero della Francesca, restituiscono con vivacità e tensione emotiva episodi notissimi dell’Eneide, i cui personaggi acquistano un inedito dinamismo e una sofferta qualità espressiva e si muovono in ambienti costruiti con sapiente spazialità prospettica, dietro cui non è difficile scorgere la memoria delle ricerche di prospettiva urbana di Leon Battista Alberti.

    Sfogliando le pagine del codice, e dunque del facsimile, si avverte immediatamente la capacità dei due miniatori di entrare nello spirito del testo virgiliano, di coglierne la superba sintesi di tonalità epiche, drammatiche ed elegiache. Il lettore non fatica così a riconoscere episodi e storie virgiliane che hanno fondato l’immaginario culturale occidentale, come la conquista di Troia con il cavallo trascinato all’interno delle mura, o la struggente uccisione del re Priamo, o il suicidio di Didone che, abbandonata da Enea, si trafigge con la spada, per citarne solo alcune. Con il codice Latin 7939 A, ora riprodotto in una versione fedelissima all’originale, Treccani restituisce dunque ai suoi lettori non solo uno straordinario prodotto dell’arte del libro manoscritto, ma anche una vivace rappresentazione per immagini dell’opera del più grande poeta latino, Virgilio, che, come ha scritto Thomas Stearns Eliot, è ancora «il nostro classico, il classico di tutta l’Europa». Per cogliere pienamente il significato e la bellezza di questo manoscritto, il lettore è accompagnato da un commentario, di 180 pagine, con saggi di Luciano Canfora, Andrea Mazzucchi, Gennaro Ferrante e 32 tavole a colori fuori testo.
    Il facsimile è stampato a quattro colori più oro flessografico, oro in pasta e oro in lamina su carta pergamenata Luxor delle Cartiere Fedrigoni. La legatura e la cucitura sono realizzate a mano. La copertina e i capitelli sono in pelle, con fregi e incisioni in oro. L’opera è contenuta in un cofanetto in metacrilato trasparente. La tiratura è di 499 copie numerate a mano.