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    Il manoscritto Douce 134.
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    Treccani presenta la riproduzione in facsimile del manoscritto Douce 134, custodito presso la Bodleian Library di Oxford, contenente il testo del Livre de la Vigne nostre Seigneur (il titolo viene dalla parabola dei lavoratori della vigna, Matteo 20, 1-16), un trattato in lingua franca sull’Anticristo, il Giudizio Universale, l’Inferno e il Paradiso, che evidenzia come il motivo delle pene infernali abbia alimentato l’esegesi biblica, stimolando la fantasia degli artisti impegnati a supportarne il messaggio. Questo codice pergamenaceo, in folio, datato al XV secolo, miniato in oro e composto da 170 fogli (guardie cartacee [ff. i-iv], v + 165), fu prodotto nella Francia sud-orientale ed è caratterizzato da un ricco apparato iconografico – 83 miniature, di cui 16 a tutta pagina, eseguite nello Scriptorium del monastero della Grande Chartreuse, casa madre dell’ordine dei Certosini – e molte correzioni e inserzioni dell’amanuense. In quest’opera si raccolgono valori umani, religiosi e artistici. Il codice, elegante e prestigioso, costituisce una testimonianza straordinaria per la valenza storica e un autentico capolavoro per la gioia dei colori e la profondità delle suggestioni che regala. Il Livre de la Vigne, contenuto nel manoscritto riprodotto in facsimile, costituisce un documento prezioso per comprendere la visione del mondo nel Medioevo e nel Rinascimento.
    Il suo carattere di testo devozionale – rivolto a una élite che viene messa in guardia dal crogiolarsi nei propri privilegi − lo rende perfetto per condurci, attraverso un percorso iconografico fantasmagorico, all’intima comprensione di una società che vedeva nella prospettiva ultraterrena, con le sue punizioni e i suoi premi, il fine ultimo dell’agire umano. Una prospettiva che però, siamo già intorno al 1460, comincia a perdere la sua centralità e in questo senso il ms. Douce 134 si pone come specchio del suo tempo e delle sue inquietudini. Il manoscritto fu acquistato dal celebre collezionista Francis Douce nel 1823, come illustra nella prefazione e nella scheda codicologica del commentario che accompagna il facsimile Martin Kauffmann, direttore delle collezioni di libri antichi e rari e curatore dei manoscritti medievali presso la Bodleian Library. Si tratta del secondo di due volumi, il primo dei quali, conservato presso la Bibliothèque Municipale di Grenoble, è stato identificato con il ms. 408 (337), che reca nel suo colophon la data «5 marzo 1463» e attesta che il secondo volume era già stato realizzato.
     
    Il facsimile è accompagnato da un commentario di 150 pagine, corredato da 40 tavole a colori fuori testo, ideato sotto la direzione scientifica di Tullio Gregory e comprendente, oltre ai già citati contributi di Kauffmann, un saggio introduttivo di Jean-Robert Armogathe sulla figura dell’Anticristo, seguito da un inquadramento di Francesco Santi a carattere storico-letterario sul Livre de la Vigne nella tradizione latino-medievale. L’analisi è completata dagli interventi di Marina Falla Castelfranchi, per la parte storico-artististica e iconologica, e di Chiara Franceschini, per l’esame delle miniature del Douce 134.

    Il facsimile è stampato a quattro colori più oro a caldo su tutte le pagine su carta pergamenata Luxor delle Cartiere Fedrigoni; i risguardi sono stampati su carta Ingres delle Cartiere Fabriano. La legatura è con cucitura su quattro nervi, con un quinto nervo sul dorso rifoderato; fustellatura di tutte le pagine. La copertina è in pelle primo fiore con due colori diversi per piatti e dorso, con nervi e decorazioni a secco con riquadri e rombi e con supplementare decorazione floreale incisa; entrambi i piatti sono muniti di quattro borchie in ottone a forma convessa appiattita, fissate sul lato interno del piatto; oro a spruzzo sui tre lati. L’opera è contenuta in un cofanetto a marmotta cartonato rivestito in tela all’esterno e con un cuscino Suedel all’interno.
    La tiratura è di 299 copie numerate a mano più 10 esemplari fuori numerazione