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    Medaglia dell’Anno 2020 dedicata a Raffaello
    Editalia

    Medaglia dell’Anno 2020 dedicata a Raffaello

    La medaglia realizzata dalla Zecca dello Stato per i 500 anni dalla morte di Raffaello

    La medaglia realizzata dalla Zecca dello Stato per i 500 anni dalla morte di Raffaello

    Il passaggio del Tempo prende forma concreta nei mesi che scorrono, nelle ricorrenze della Memoria, negli eventi della Storia, nei fatti della Vita. C’è un bagaglio di ricordi per l’anno che se ne va e uno scrigno di speranze per quello in arrivo. Editalia, confermando tradizione e grande esperienza nel campo della medaglistica, prosegue nella sua colle¬zione di medaglie artistiche dedicate alla celebrazione dell’Anno, vere e proprie sculture realizzate in bronzo e inserti di metallo prezioso.
    Per ricordare il tema o il personaggio più significativo dell’anno con un’opera unica in cui si fondono bellezza e creatività, sono stati coinvolti grandi artisti e maestri artigiani, con la collaborazione della Zecca dello Stato e della Scuola dell’Arte della Medaglia, il cui prestigio è riconosciuto in tutto il mondo. Editalia torna a proporre un’altra piccola grande opera d’arte. Dopo la Medaglia dell’Anno dedicata a Leonardo a 500 anni dalla morte, la Medaglia dell’Anno 2020 è ispirata a Raffaello: un omaggio d’obbligo a uno dei più famosi Italiani al mondo nel V Centenario dalla sua scomparsa, avvenuta il 6 aprile 1520.


    Medaglia in bronzo patinato e smaltato a freddo

    Diametro mm 70, spessore mm 12 circa

    Inserti in oro 917‰, g 9,60 circa

    Numerazione progressiva incisa sul bordo. Il logo IPZS è inciso sul rovescio.

    Tiratura limitata: 500 esemplari.


      La medaglia scultorea, in una parola la medaglia d’arte, è un’invenzione dell’Italia del Rinascimento e di quella stagione è stata una delle più felici espressioni: basti pensare ai capolavori di Pisanello o di Benvenuto Cellini. Il suo fine, dichiarato sin dalla nascita, è stato sempre squisitamente celebrativo. Editalia si inserisce in questa gloriosa tradizione storica con una preziosa opera dedicata a Raffaello, dove il Maestro medaglista Maria Carmela Colaneri ha saputo ricreare nello spazio ridotto del tondello quell’armonia geometrica di forme che era alla base dello spazio figurativo del Rinascimento, di cui il grande artista di Urbino rappresenta la punta di diamante. Le raffigurazioni integrate con elementi geometrici quali linee, poligoni, curve che aiutano a conferire unità e armonia al soggetto medaglistico, sono da sempre elementi caratterizzanti dello stile della Colaneri e, piacevolmente, appaiono perfetti per tradurre nel metallo il linguaggio e lo stile di Raffaello.

      IL DRITTO

      Al centro campeggia il volto di Raffaello, ispirato all’Autoritratto conservato alla Galleria degli Uffizi e realizzato negli anni 1504-1506, quando il pittore aveva poco più di vent’anni. Capelli lunghi, volto fresco, serio e composto, tratti di grande eleganza: sopracciglia sottili, il naso longilineo, labbra carnose, mento con fossetta. Lo sguardo è rivolto allo spettatore, l’abbigliamento tipico di molti pittori dell’epoca. Il ritratto è evidenziato dal Maestro Colaneri attraverso uno squadro e una forma curvilinea: si crea un’armoniosa separazione dallo spic¬chio smaltato della medaglia dove occhieggia, dalle nubi, un gruppo di putti alati, quasi un tutt’uno con l’atmosfera del cielo: sono tratti dalla corona di se¬rafini che circonda la Madonna di Foligno, opera in cui il pittore sperimentò ori¬ginali effetti luministici che sono proprio al centro dell’attenzione della medaglista. L’inserto in oro rappresenta un angelo pensoso, ispirato a uno dei due celebri cherubini della Madonna Sistina, tavola oggi conservata a Dresda ma forse commissionata dallo stesso papa Giulio II per la sua tomba.

      IL ROVESCIO

      Le tre figure, una sibilla e due angeli che si collegano attraverso una magi¬strale triangolazione di sguardi, sono un particolare del dipinto murale eseguito da Raffaello per l’arco d’ingresso della Cappella Chigi (1514), nella chiesa ro¬mana di S. Maria della Pace, “la più rara et eccellente opera che Raffaello fa¬cesse in vita sua”, scrisse il Vasari. Le sibille sono figure pagane che con i profeti – rappresentati sempre nella cappella – annunciano la nascita del Mes¬sia: dall’affresco la medaglista ha scelto la sibilla che porge all’angelo in volo sopra di lei un cartiglio in greco, che allude alla “risurrezione dei morti” e si trova accanto a un altro putto, il quale sorregge una tavoletta, sempre in greco, con la scritta “verrà alla luce”, riferimento alla nascita terrena di Gesù. Alle spalle di questo terzetto, domina la parte destra della medaglia l’imponente architettura della Scuola di Atene, il celeberrimo affresco dei Musei Vaticani, forse l’opera di Raffaello più famosa nel mondo. I due soggetti sono raccordati dal Maestro Colaneri attraverso le medesime forme curvilinee impiegate per il dritto. L’inserto in oro rimanda all’angelo con le braccia conserte, gemello di quello già citato per il dritto, tratto dalla Madonna Sistina.


      Fashion look

      Shock look