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    Paolo Castelli

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    Dal vocabolario Treccani
    artigianato Attività, sia artistica sia comune, per la produzione di beni e servizi, organizzata prevalentemente su base individuale o familiare. 

    L’a. del mondo antico, già inquadrato in grandi corporazioni nel periodo ellenistico, ebbe particolare sviluppo in età imperiale. Ridotto a pochi mestieri e sfavorito dal ristretto mercato altomedioevale, tornò a fiorire dopo il 10° sec., in connessione con lo sviluppo del mercato cittadino e con la nuova organizzazione corporativa (arti). Nella bottega artigiana, il maestro lavorava con un numero ristretto di sottoposti e di apprendisti, vendendo direttamente il prodotto finito. Nel corso dei secoli si sviluppò anche un a. dipendente che non produceva direttamente per il mercato, ma i cui manufatti venivano acquistati e venduti dal mercante-imprenditore che spesso anticipava le materie prime. A partire dalla metà del 18° sec. l’a. iniziò a decadere, parallelamente alle aumentate richieste di un commercio di massa e alla sempre più estesa applicazione delle macchine. Una crescente reazione contro l’eccessiva standardizzazione del gusto e del prodotto, tuttavia, determinò poi una naturale rinascita di piccole industrie artigiane locali, soprattutto artistiche.
    Treccani Dal vocabolario Treccani
    artigianato Attività, sia artistica sia comune, per la produzione di beni e servizi, organizzata prevalentemente su base individuale o familiare. 

    L’a. del mondo antico, già inquadrato in grandi corporazioni nel periodo ellenistico, ebbe particolare sviluppo in età imperiale. Ridotto a pochi mestieri e sfavorito dal ristretto mercato altomedioevale, tornò a fiorire dopo il 10° sec., in connessione con lo sviluppo del mercato cittadino e con la nuova organizzazione corporativa (arti). Nella bottega artigiana, il maestro lavorava con un numero ristretto di sottoposti e di apprendisti, vendendo direttamente il prodotto finito. Nel corso dei secoli si sviluppò anche un a. dipendente che non produceva direttamente per il mercato, ma i cui manufatti venivano acquistati e venduti dal mercante-imprenditore che spesso anticipava le materie prime. A partire dalla metà del 18° sec. l’a. iniziò a decadere, parallelamente alle aumentate richieste di un commercio di massa e alla sempre più estesa applicazione delle macchine. Una crescente reazione contro l’eccessiva standardizzazione del gusto e del prodotto, tuttavia, determinò poi una naturale rinascita di piccole industrie artigiane locali, soprattutto artistiche.
    La storia dell’azienda Castelli comincia nel lontano 1887, quando Ettore Castelli apre un’ebanisteria a Bologna, dando vita a quella che oggi è un’azienda leader nel settore dell’alto artigianato made in Italy. Quell’arte del saper fare legato alla tradizione, che aveva contraddistinto il progetto sin dalla sua fondazione, si trasmette anche dagli Anni Settanti nell’Anonima Castelli e dopo quasi cento anni nasce Plia, la sedia che testimonia il passaggio da bottega artigiana a grande azienda industriale.

    Dopo cento anni al timone dell’azienda c’è ancora la famiglia Castelli, che con Paolo, pronipote di Ettore, acquisisce anche Domodinamica, contraddistinta da pezzi prestigiosi nati dalla collaborazione con importanti nomi della storia del design italiano. Inizia un racconto che giunge fino ai giorni nostri, fatto di importanti interventi pubblici e privati, come quelli nel contesto navale e dell’hospitality, dell’arredamento di uffici e musei e una raffinata collezione di arredi e illuminazione con le quali partecipa ogni anno al Salone del Mobile di Milano, Euroluce, Imm Cologne e al Salone del Mobile di Shangai.

    Ancora oggi, la società è fra le eccellenze del design e dell’arredamento italiano, realizzando progetti su misura per i clienti più prestigiosi, con una elegante Collezione presentata al Salone del Mobile del 2012, in cui oggetti dal design unico rileggono grandi maestri degli Anni Trenta, Quaranta e Cinquanta sapendosi adattare al gusto contemporaneo. Tra le prestigiose collaborazioni, nel 2020 la Castelli viene chiamata da Istituzione Bologna Musei a disegnare la capsule collection Ogetti d’autore: Omaggio a Morandi, una serie di complementi d’arredo dal gusto poetico, che arricchiscono la dimensione abitativa con quel lirico sguardo ispirato al grande Maestro bolognese.
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