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    Andy Warhol - The Factory 1986-2019, Aurelio Amendola
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    Andy Warhol - The Factory 1986-2019, Aurelio Amendola

    Stampa Lambda Fuji Opaca

    Stampa Lambda Fuji Opaca

    Oggetto di una mostra nella prestigiosa Sala del Camino al Piano Nobile degli Uffizi, dal titolo Andy Warhol fotografato da Aurelio Amendola. New York 1977 e 1986 (2016), il celebre scatto di Amendola viene ristampato in edizione limitata ad hoc per Treccani. Il maestro Amendola immortala Warhol in due occasioni: prima nell’ambito di un servizio sui protagonisti dell’arte pop americana per la rivista “Oggi” (1977); poi, dopo quasi un decennio, nel 1986, con una seconda campagna che precede di pochi mesi la morte del grande artista. A differenza degli scatti precedenti, che ritraevano Warhol nel suo studio insieme agli oggetti rappresentativi della sua opera, nelle ultime fotografie di Amendola Warhol è il protagonista assoluto dell’immagine. Una riflessione sul ritratto e sull’espressività delle luci e delle ombre che animano il volto del genio della Pop Art, lo scatto di Amendola restituisce tutta l’umanità di uno straordinario protagonista dell’arte contemporanea mondiale.


    1986 - 2019, Stampa Lambda Fuji Opaca
    70 x 70 cm
    Edizione di 49 esemplari + 3 PA
    L’edizione è stata stampata presso lo studio di Aurelio Amendola.


      Fotografo italiano (n. Pistoia 1938). Autodidatta, dagli scatti di esordio realizzati negli anni Sessanta del Pulpito di Sant’Andrea a Pistoia di Giovanni Pisano, cui hanno fatto seguito le fotografie di capolavori architettonici quali il fregio robbiano dell'Ospedale del Ceppo di Pistoia, Santa Maria della Spina e il Battistero a Pisa e San Pietro in Vaticano, nel tempo ha condotto una complessa ricerca sui corpi e sui volti delle opere del Rinascimento e del Barocco italiani. Attento indagatore del corpo umano in quanto luogo di accesso preferenziale a emozioni, caratteri, attitudini dell’anima, nei suoi scatti – grazie anche al perfetto dominio della tecnica del bianco e nero – ne amplifica plasticismi ed espressività fino a comporre un metadiscorso sull’arte, come nel caso delle fotografie delle sculture michelangiolesche (raccolte nel volume Un occhio su Michelangelo, 1994, dedicato alla cappella medicea di San Lorenzo a Firenze e vincitore del Premio Oscar Goldoni), che ne potenziano con inusitata vis drammatica l’impatto emotivo, o in quelle delle opere di Jacopo della Quercia, Donatello e Bernini. Dalla stessa attitudine a penetrare integralmente nel discorso artistico superando la superficie dell’estetica nascono i ritratti di maestri quali De Chirico, Lichtenstein, Pomodoro, Schifano e Warhol, colti nel gesto creativo o accanto alle loro opere. Autore di monografie dedicate ai maggiori scultori e pittori contemporanei, quali M. Marini, A. Burri, G. Manzù, J. Kounellis, M. Pistoletto e M. Paladino, insignito di importanti riconoscimenti – tra gli altri il premio Cino da Pistoia (1997), il premio Micco della città di Pistoia (2012) e il premio Una Vita per l'Arte 2016 di Gaeta –, le sue opere, presenti in prestigiose collezioni quali quelle del MAXXI di Roma, della Fondazione Alberto Burri e degli Uffizi, sono state esposte nei principali musei italiani e internazionali, quali il Palazzo Reale (1995), il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid (2006), l’Ermitage di San Pietroburgo (2007, primo artista ad allestirvi una mostra fotografica), il Castello di Rivoli (2008), la Triennale di Milano (2014), le Cappelle Medicee di Firenze (2014), le Gallerie degli Uffizi (2016), il Museo della Scultura Contemporanea di Matera (2018)

      più recentemente, presso le sedi di Pistoia musei è stata allestita l'importante antologica Aurelio Amendola. Un’antologia (2021).