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    Fotografie di Massimo Listri

    Fotografie di Massimo Listri

    Trecento foto invitano i lettori a vivere un’esperienza estetica della Città Eterna, attraverso “l’arte di rappresentare l’arte” di Massimo Listri. Maestro internazionalmente noto come fotografo di architettura, in particolare d’interni, Listri rifiuta le iconografie convenzionali e propone un’interpretazione della fotografia che trasforma tutti i luoghi in interni caratterizzati da un’insolita intimità.
    Entrando nel cuore di Roma, e dimostrando che un clic può rendere omaggio allo spazio architettonico meglio dell’esperienza diretta, questo volume documenta anni di lavoro e gli esiti di un reportage realizzato ad hoc.


    Il volume si apre celebrando il mito di Roma. Sfogliando adagio, una dopo l’altra, le pagine della sezione intitolata «Segni del classico» s’incontrano immagini metafisiche, che puntano all’evocazione simbolica.
    Nell’incontrastata monocromia che inneggia al bianco, fa balenare lampi colorati: blu cobalto al Quirinale, verde smeraldo a Palazzo Altemps e giallo oro a Palazzo Farnese. Ai Musei Vaticani come alla Centrale Montemartini manipola la saturazione dei colori per accendere gli sfondi e far spiccare il candore delle silhouette in gesso o in marmo.
    Le immagini della seconda sezione, dedicata ai «Palazzi del potere», sono dominate da colori che sfavillano in un mondo tonale di calda plasticità. Inediti ritratti d’interni delle principali sedi istituzionali e delle dimore aristocratiche descrivono una città opulenta, che per due millenni è stata al centro del potere. Accanto alla scala monumentale, che domina le ampie prospettive del Salone dei Corazzieri o delle gallerie principesche, l’obiettivo esalta la raffinatezza dell’arredo di tanti salottini e studioli.
    Le fotografie raccolte nella terza sezione del volume, dedicate agli «Spazi sacri», lanciano un appello alla spiritualità pura, imbarcando i lettori in un’avventura mistica nella complessità dell’architettura cultuale. Calcando le geometrie rinascimentali o assecondando i vorticosi ritmi del Barocco, fanno sentire i lettori partecipi di un disegno divino.
    Il dinamismo delle volte rigonfie e costolate e quello delle pareti modulate con sagome che si sovrappongono, comunica, nella miracolosa armonia di equilibri azzardati, una magia soprannaturale. Alcuni scatti condensano nel frammento il glorioso vibrare e il latente mistero di questa magnifica spazialità religiosa. La penombra delle catacombe e delle cripte più antiche diverge dal bagliore delle cupole, che sembrano costruite per gli angeli e i santi, più che per gli uomini.