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    Linguaggio inclusivo sul lavoro
    Treccani Futura

    Linguaggio inclusivo sul lavoro

    Corso online in live streaming con Alessia Dulbecco dal 02 Marzo - 5 lezioni da 1,5 ore

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    Corso online in live streaming con Alessia Dulbecco dal 02 Marzo - 5 lezioni da 1,5 ore

    Sono passati più di 30 anni da quando Alma Sabatini individuava il sessismo latente insito nella nostra lingua e forniva strategie utili al suo superamento. Oggi la sua lezione pare essere stata definitivamente accolta: in tutti i luoghi di lavoro il dibattito attorno a questo tema occupa uno spazio significativo.

    È possibile usare la nostra lingua in modo meno stereotipato? Possiamo migliorare le strategie comunicative includendo
    tutte quelle soggettività – in particolare le donne e le persone LGBT+ – che troppo a lungo hanno sperimentato le discriminazioni derivanti da un linguaggio misogino, violento, transfobico?

    Il corso Linguaggio inclusivo sul lavoro intende esplorare queste domande.

    Se è vero, come affermava Carlo Levi, che «le parole sono pietre», allora spetta a noi riflettere sul loro utilizzo perché è proprio dal modo in cui le adoperiamo che discende la possibilità di pensare e agire in modo differente.

    Il corso vuole fornire conoscenze specifiche e dettagliate intorno al linguaggio di genere, un tema trasversale a tutti i contesti, da quelli informali a quelli professionali. Attraverso una modalità che unisce alla formazione teorica la pratica laboratoriale, esso intende decostruire le principali critiche generalmente rivolte alla comunicazione inclusiva.

    Usare un linguaggio di genere, lungi dall’essere “solo” una questione di declinazioni al femminile, schwa o asterischi, è soprattutto un’operazione che consente a ogni soggettività di essere inclusa nelle pratiche discorsive in modo non discriminatorio.

    Adottare il linguaggio inclusivo è pertanto un’azione fortemente simbolica: per questa ragione il corso intende esplorare tutte le modalità attraverso cui si può operare questa scelta, aiutando ogni corsista a individuare quella più adatta alle proprie esigenze.

    Il corso si rivolge a giovani professionisti che hanno la necessità di integrare, alla formazione propria del settore entro il quale operano, conoscenze specifiche per migliorare l’efficacia della propria comunicazione, rendendola più inclusiva rispetto al genere femminile e alle identità queer.


    2 marzo – 18:30-20:00 Dal maschile sovraesteso al linguaggio di genere: breve storia della comunicazione inclusiva. Il primo modulo sarà funzionale a effettuare una breve panoramica analizzando – tramite i contributi di studi di genere, sociolinguistica e scienze dell’educazione – che cosa ha portato a mettere in discussione la presunta “neutralità” del maschile. 9 marzo – 18:30-20:00 Il ruolo di bias e stereotipi genere nella comunicazione professionale Ogni essere umano fonda gran parte dei ragionamenti su distorsioni cognitive e stereotipi. Questi elementi strutturano i pensieri e, di conseguenza, il linguaggio che li esplicita. Il secondo modulo del corso si concentrerà, dunque, proprio sui meccanismi che governano i nostri pensieri: essere consapevoli e conoscere queste dinamiche significa limitarne la loro portata, soprattutto in ambito professionale. 16 marzo – 18:30-20:00 Cambiare il linguaggio per cambiare la società. Perché pronunciamo con naturalezza parole come “infermiera” e “maestra”, ma critichiamo l’uso di “avvocata” o “ministra”? Al di là della cacofonia presunta di alcuni termini, il modulo vuole riflettere sul cambiamento culturale che l’uso di determinate parole implica necessariamente. 23 marzo – 18:30-20:00 Si dice, non si dice. Si può dire “un trans”? e “una persona diversamente abile”? È corretto scrivere “una donna avvocato”? Il quarto modulo del corso sarà dedicato ad analizzare i principali errori che caratterizzano una comunicazione non inclusiva. È possibile superare i limiti del nostro linguaggio senza l’uso di simboli come l’asterisco, la chiocciola o lo schwa? La risposta è si, e insieme proveremo a capire in che modo. 30 marzo – 18:30-20:00 Per contrastare la violenza di genere, cominciamo dal linguaggio Usare un linguaggio inclusivo non è una pratica fine a se stessa. Oltre all’importante valore simbolico, esso costituisce anche il motore per un cambiamento che potrebbe contrastare alcuni fenomeni come la violenza di genere, l’odio omotransfobico e abilista. L’ultimo modulo del corso sarà dedicato a comprendere più da vicino il “filo sottile” che lega il linguaggio non discriminatorio al miglioramento delle condizioni sociali… di tuttə.


    ALESSIA DULBECCO Alessia Dulbecco è nata a Imperia nel 1985. Pedagogista, formatrice e counsellor specializzata nel contrasto alla violenza di genere e alle discriminazioni in ottica intersezionale, lavora da anni su questi temi proponendo interventi formativi e laboratori ad aziende, associazioni, enti e cooperative. Ha collaborato con numerosi Centri Antiviolenza in Toscana e Liguria

    scrive su L’Indiscreto, Il Tascabile e The Vision.