Poster - MILANO

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Description

The Poster is part of the Definizione Collection, a line of products for everyday use, created to revive and honour the importance of an immense shared cultural heritage: the Italian language.

Product details

Size: 50 x 70 cm.
Paper: 170gr matte coated.
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Definizione Poster

Milano
Comune della Lombardia, capoluogo di regione e città metropolitana. Posta al centro della Padania, tra i rilievi alpini e il Po, Ticino (a O) e Adda (a E), Milano giace nella zona di contatto fra alta e bassa pianura; la loro marcata opposizione ne ha costituito a lungo il tratto geografico dominante. A N della linea dei fontanili, la pianura asciutta genera coltivazioni cerealicole (mais, frumento); a S, quella irrigua origina risaie e campi di foraggio, con un florido allevamento bovino e suino. Il clima continentale determina inverni piuttosto freddi, caratterizzati da frequenti nebbie, ed escursione termica annua di 20 °C. Il territorio, solcato da diversi corsi d’acqua che scendono verso il Po (Olona, Lambro, Seveso), possiede una rete di canali artificiali, un tempo importanti per la navigazione (Naviglio Grande, Naviglio di Pavia, canali Villoresi e Muzza).
La città, provincia più ricca d’Italia e seconda per popolazione, accoglie immigrati provenienti da ogni regione, presentando un’urbanizzazione diffusa; nell’ultimo dopoguerra, ridotta a poca cosa l’agricoltura, il paesaggio è segnato dal costruito recente. Nata nel nome di una centralità, insieme, fisica e funzionale, l’area metropolitana è sede di attività economiche innovative e dinamiche. Un’antica tradizione artigianale, sorretta da solide basi finanziarie e da un vivace spirito imprenditoriale, ha dato corpo alla moderna Milano, cuore del triangolo industriale, in un processo cominciato all’indomani dell’Unità: alle aziende tessili si affiancarono i complessi specializzati nella chimica, nelle costruzioni e nella meccanica che, agli inizi del Novecento, divenne il comparto produttivo egemone. Aumentarono inoltre le società azionarie; la Borsa valori, fondata nel 1808, si affermò gradualmente come la più vivace del paese. Successivamente, la terziarizzazione del mercato raggiunse il suo apice d’intensità negli anni 1980 e si compì pienamente dal 1990, seguita dal fenomeno della globalizzazione, che ha reso la città fulcro dei flussi internazionali relativi ai campi di finanza, abbigliamento, design, media, ricerca. Milano, ospitando circa un quarto delle imprese nostrane a partecipazione estera ed esprimendo da sola circa il 30% del totale nazionale nell’alta tecnologia e il 17% nella medio-alta, influenza la selezione e il modellamento del gusto (è una delle capitali mondiali della moda); attraverso le sue università e accademie, la stampa, le istituzioni artistiche, la grande editoria, produce cultura e informazione. Nonostante l’aspirazione a trasformarsi in una smart-city e le iniziative adottate in direzione della eco-sostenibilità (creazione di zone a traffico limitato e potenziamento del trasporto pubblico, tra i più efficienti in Europa; incentivazione di servizi quali car-sharing e bike-sharing; ampliamento delle aree verdi; aumento delle vie ciclabili e pedonali), il tasso di inquinamento atmosferico registra valori critici. Nel 2015, il capoluogo ha richiamato più di 20 milioni di visitatori in occasione dell’Esposizione universale, intitolata Nutrire il pianeta, energia per la vita. In vista di tale evento, è stato realizzato un notevole rinnovamento urbanistico, specie nel quartiere fieristico, caratterizzato dall’attenzione ai temi ambientali. Storicamente l’antica Mediolanum, così chiamata sin dal 3° sec. a.C. (il termine, di derivazione celtica, significa «paese in mezzo alla pianura»), sorse intorno al 400 a.C. a opera dei Galli Insubri, e si sviluppò dopo le vittoriose lotte contro Liguri, Taurini ed Etruschi. Nel 222 a.C. iniziò la conquista romana; prima colonia (89 a.C.), poi municipio (49 a.C.), fu capitale dell’Impero d’Occidente dal 292 al 402. Tra 1° e 2° sec. si diffuse il cristianesimo, mentre la diocesi vi si stabilì tra 2° e 3° sec., assumendo rilievo con Sant’Ambrogio. Al 313 risale l’Editto di Milano, il rescritto con cui Costantino e Licinio proclamarono la libertà di culto. La città, occupata dagli Ostrogoti e invasa dai Burgundi (489-94), subì le gravi devastazioni della guerra gotica (535-53) perdendo il primato guadagnato nel Basso Impero; solamente con la pacificazione dell’Italia (563-64), trovò nel generale Narsete il proprio restauratore. Parte del Regno Longobardo dal 569, cedette l’importanza politica ed economica a Pavia finché, nell’8° sec., visse la dominazione Franca: Carlo Magno conferì nuovo prestigio a Milano. Presto, tuttavia, contrasti sociali causarono una svolta decisiva per la costituzione cittadina: i valvassores si ribellarono all’arcivescovo, figura dal grande valore fra 10° e 11° sec., ma furono sconfitti. Di fronte alla crescente potenza di Ariberto, Corrado II re d’Italia lo arrestò, sancendo la Constitutio de feudis (1037) e rendendo trasmissibili i benefici dei vassalli.

Le vicende successive, in particolare gli scontri relativi alla riforma della Chiesa e il moto popolare della pataria, portarono all’istituzione del Comune di Milano che, sottoposto alla supremazia dell’arcivescovo, in principio non godeva di una sua autonomia. Al fine di ottenere il monopolio sulle vie di traffico regionale e internazionale, furono condotte guerre contro le città (Lodi, Como, Cremona) e i feudatari circostanti. La volontà di difesa dei propri diritti costituzionali provocò la disputa con Federico I Barbarossa: posta al bando dall’Impero (1155) e assediata (1158), Milano si arrese. Ciò nonostante, la Lega lombarda riportò la vittoria definitiva a Legnano nel 1176; la pace di Costanza (1183) riconobbe il consolato milanese nella sua diretta dipendenza dall’autorità imperiale. Di conseguenza, si scatenò la lotta interna per il potere. Nel 1205, venne costituito un regolare governo podestarile; dal 1260 al 1277, Martino della Torre, suo fratello Filippo e Raimondo della Torre, resero la città una signoria popolare guelfa, sostituita (vittoria di Desio, 1277), con Ottone Visconti arcivescovo di Como, da quella nobiliare ghibellina.
Sotto la casata viscontea (1278-1447), il regime comunale diventò il cuore di un organismo regionale e Milano la capitale di un vasto dominio signorile comprendente Verona, il Monferrato e Perugia. Nel 1395 Gian Galeazzo conseguì il titolo di duca; da allora, la storia della città fu contraddistinta dalla partecipazione subordinata e indiretta agli eventi dello Stato, la cui prosperità si rifletté anche nella vita economica, artistica e culturale, stimolate dagli effetti dell’epoca aurea dell’Umanesimo e del Rinascimento. I Visconti curarono il riassestamento urbano, avviando la costruzione del Duomo (1386) e rendendo navigabili i canali; inoltre, potenziarono l’agricoltura e l’industria. Nel 1447, morto Filippo Maria senza eredi, il partito aristocratico antivisconteo proclamò la Repubblica ambrosiana, che non durò a lungo: Francesco Sforza pose l’assedio a Milano, dove entrò acclamato (1450). La dinastia sforzesca donò un periodo di floridezza: il Castello era noto come una delle più magnifiche corti d’Italia e d’Europa. Nel 1499 i Francesi di Luigi XII invasero la città; Ludovico il Moro fu sconfitto a Novara (1500), ma il duca Massimiliano, legittimo successore degli Sforza, riprese il comando nel 1512, concedendo una sostanziale autonomia alle magistrature locali. Dalla vittoria di Marignano, i Francesi si impadronirono di Milano per un decennio. Nel 1526, la popolazione insorse cacciando Francesco II Sforza, ma fu poi costretta alla resa di fronte alle truppe imperiali.
Nel 1535, morto quest’ultimo, il ducato fu assorbito dal dominio asburgico fino alla conquista napoleonica. Le idee illuministiche si diffusero tra la classe di intellettuali e, dopo la vittoria di Lodi (1796), Napoleone venne accolto trionfalmente: Milano divenne la capitale della Repubblica Cisalpina (1797), della Repubblica Italiana (1802) e del Regno Italico (1805). La città, che accolse il fermento rivoluzionario, si liberò dall’egemonia austriaca combattendo durante le Cinque giornate (18-22 marzo 1848). La municipalità si costituì in governo provvisorio, e il re di Sardegna Carlo Alberto sottoscrisse il proclama che segnò l’inizio della prima guerra d’Indipendenza contro l’Austria. Ad agosto, il maresciallo Radetzky fece nuovamente irruzione.
Nell’Italia unita Milano, sede di attività produttive e del movimento operaio, fu teatro di violenti moti di protesta (1898) per l’aumento del prezzo del pane; dal 20° sec. il capoluogo diventò il centro della grande industria, nonché capitale del socialismo riformista. Nel 1919 la città vide la formazione dei Fasci di combattimento, il movimento fondato da Benito Mussolini, mentre nel 1920 scoppiarono numerosi scontri con i socialisti. Durante la Seconda guerra mondiale fu pesantemente colpita dai bombardamenti aerei; circa il 15% del suo patrimonio venne distrutto dalle incursioni alleate. Sancito l’armistizio ed emanata la costituzione della Repubblica Sociale, occupata dalle truppe tedesche, Milano si fece fulcro dell’opposizione al restaurato regime fascista, tramite azioni di propaganda politica, sabotaggi delle infrastrutture e blocco della produzione, i cui momenti culminanti furono gli scioperi del marzo 1944. Dopo un anno di lotta e di durissime ritorsioni, si verificò l’episodio di Piazzale Loreto, dove vennero esposti i cadaveri di Mussolini e di altre personalità del cessato governo.

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